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Storia dell'arazzo

CACCIA ALL'UNICORNO, 1495-1505

Gli arazzi sono stati usati almeno dai tempi Ellenici. Esemplari di arazzi Greci sono stati trovati in buono stato di conservazione nel deserto del Bacino di Tarim, risalenti al 3° secolo A.C.

L'arazzo raggiunse un nuovo livello in Europa all'inizio del quattordicesimo secolo D.C. La prima ondata produttiva ebbe origine in Germania e Svizzera. Con il tempo, l'arte si espanse in Francia e nei Paesi Bassi.

Nei secoli 14° e 15°, Arras, in Francia, era una città tessile prosperosa. L'industria era specializzata negli arazzi in lana fine che venivano venduti per decorare palazzi e castelli in tutta Europa. Pochi di questi arazzi sopravvissero alla Rivoluzione Francese, dato ne vennero bruciati a centinaia per recuperare il filo d'oro che spesso vi veniva tessuto. Il termine "Arras" è ancora usato per riferirsi ad un ricco arazzo, indipendentemente da dove è stato tessuto.

Nel 16° secolo le Fiandre erano diventate il centro della produzione Europea di arazzi, e nel 17° secolo gli arazzi Fiamminghi erano plausibilmente le produzioni più importanti, con molti esempi dell'epoca ancora esistenti, a dimostrare l'intricato dettaglio di trama e colore.

Nel 19° secolo, William Morris fece risorgere l'arte della fattura di arazzi nello stile medievale a Merton Abbey. Morris e la sua società fabbricarono con successo innumerevoli serie di arazzi per usi domestici ed ecclesiastici, con figurazioni basate sui disegni di Edward Burne-Jones.

Questi arazzi vengono tuttora prodotti nella fabbrica di Gobelins ed in alcuni altri vecchi laboratori Europei, che inoltre riparano e restaurano arazzi antichi.

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