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Campione di proporzione e di armonia, arte emblematica e al tempo stesso di lusso, il tappeto cinese non è un semplice oggetto d'uso quotidiano. È creazione di artigianato colto, realizzata con misura e con un'accurata scelta delle cromie e dei contenuti simbolici.
La collezione che viene presentata in queste pagine si compone di 26 esemplari che rappresentano una testimonianza della produzione tessile cinese tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XX. I tappeti sono stati scelti per la loro qualità tecnica e per lo stato di conservazione, ma anche per la loro rarità e per il gusto raffinato di cui gli artigiani hanno dato prova nel rielaborare i temi decorativi e i simboli della tradizione.
La tecnica è frutto del contatto con le popolazioni nomadi dell'Asia centrale, come dimostrano i tappeti più antichi, del XVII e XVIII secolo, con struttura in cotone e filati a mano, consistenti e con annodatura più grossolana, ma di fascino indiscutibile.
La produzione, pur essendo vasta e di notevole varietà, è scarsamente documentata. Ne deriva una notevole difficoltà di attribuzione. I principali centri di manifattura, ad alcuni dei quali si possono far risalire i tappeti di questa collezione, sono il Ningxia, il Gansu, Pechino, Tianjin, Baotou e Suiyuan.
Fu intorno alla metà del XIX secolo che la filatura meccanica del cotone consentì la realizzazione di strutture e annodature più fini. La produzione aumentò enormemente tra il 1880 e il 1929. In questi decenni i tappeti cinesi conobbero in Europa e in America una straordinario successo, con la nascita di nuove e importanti manifatture capaci di trasformare i motivi della tradizione e di adeguarli alle richieste delle nuove committenze, dando vita a uno stile decorativo sobrio e calibrato, che contraddistingue l'arte del tappeto cinese differenziandola da quelle di altre zone. La crescente domanda ebbe forti ripercussioni sulla produzione e sulla creazione di modelli nuovi: vennero introdotti temi decorativi assai carichi, con ornamentazioni floreali a pieno campo, con rivisitazioni dei motivi tradizionali o addirittura con la loro rilettura in chiave Liberty.
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